Lo presenta uno studio recentemente pubblicato sulla rivista Nature Communications batteri sintetici innovativi in grado di trasformare i rifiuti plastici in sostanze sostanze chimiche di valore.
Questi microrganismi potrebbero essere la chiave per combattere la crescente crisi dell’inquinamento da plastica, trasformandola in prodotti utili per l’industria.
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Di fronte ai livelli allarmanti di inquinamento causato dalla plastica, che minacciano sia l’ambiente che la salute umana, la ricerca di soluzioni efficienti non è mai stata così urgente.
Una delle proposte più intriganti è il “riciclo” della plastica utilizzando microrganismi modificati. Tuttavia, lo sviluppo di tale tecnologia si è rivelato un compito complesso.
Facendo un passo significativo in questa direzione, il scienziati Ting Lu e James Collins, insieme al loro team, hanno progettato due varianti del batterio del suolo Pseudomonas putida.
Questi ceppi sono stati geneticamente modificati per degradare una delle materie plastiche più abbondanti: il polietilene tereftalato (PET). I batteri si concentrano specificamente sulla scomposizione dei sottoprodotti di questa plastica, trasformandoli in acido tereftalico e glicole etilenico – composti preziosi in vari settori, compresa la produzione di adesivi, isolamento e nylon.
Se questa innovazione potesse essere ampliata e applicata su larga scala, potremmo assistere a un progresso significativo nel modo in cui gestiamo i rifiuti di plastica e il loro riciclaggio.
I ricercatori hanno scoperto una tecnica innovativa per riciclare la plastica utilizzando un consorzio di batteri geneticamente modificati. Unendo le forze, questi batteri sono in grado di lavorare in modo più efficiente rispetto a quando lavorano da soli, ha rivelato lo studio.
Elaborando i sottoprodotti della plastica, i batteri sono stati in grado di convertire il materiale nel polimero biodegradabile PHA e nel muconato.
Questi prodotti hanno ampie applicazioni industriali: il muconato può essere utilizzato nella sintesi del poliuretano e acido adipico, sostanze essenziali nella produzione di isolanti, schiume, rivestimenti, adesivi e nylon.
Gli autori della ricerca evidenziano che la formazione di comunità microbiche per l’upcycling dei polimeri rappresenta un avanzare per la sostenibilità ambientale. Il metodo non solo si rivela più efficace, ma offre anche possibilità promettenti nel trattamento di diversi tipi di plastica.
Questi risultati indicano un futuro più verde, in cui i rifiuti di plastica potranno essere riutilizzati in modo ancora più efficiente e sostenibile.